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10/12/2013

INTERVISTA A ENRICO PADOVANI

Se si cercano foto degli scorci più suggestivi di Vedano e degli eventi che hanno caratterizzato la vita del paese negli ultimi 28 anni non ci sono dubbi sul luogo in cui è possibile trovare un archivio con centinaia di immagini stupende. Basta andare a casa di Enrico Padovani, il 56enne vedanese, che dal 1985 ad oggi ha immortalato monumenti, angoli nascosti, paesaggi e manifestazioni con grande professionalità e passione.
Abbiamo quindi deciso di incontrarlo per far conoscere ai suoi concittadini qualcosa di lui. Ed Enrico, con la gentilezza che lo contraddistingue da sempre, in una fredda serata di inizio inverno ha deciso di raccontarci qualcosa di sé. A partire dal suo vero nome che a Vedano pochi conoscono.
“Per tutti sono Enrico – dice – ma in realtà all’anagrafe sono registrato come Almerico, che era il nome di mio nonno”.
Mentre parla tiene tra le mani un raccoglitore nel quale custodisce gelosamente foto e ritagli di giornale. Un piccolo libro che permette di ricostruire la sua storia di fotografo amatoriale.
“La passione per le foto è nata nel 1985, quasi per caso – racconta mostrando le immagini della grande nevicata di quell’anno -. Ho iniziato con una macchina compatta, poi sono passato a un reflex, la Canon 650, fino ad arrivare alla digitale che possiedo oggi. Resto comunque affezionato alle vecchie macchine con il rullino: le digitali permettono di fare tanti scatti, di eliminare le foto che non sono venute bene. Per me però dietro a ogni fotografia ci sono anche lunghe attese, la voglia di cogliere il momento, per trasmettere emozioni”.
E su questo non ci sono dubbi. Le foto di Enrico Padovani sembrano quasi parlare e lo stesso sindaco di Vedano, Enrico Baroffio conferma che “E’ un vero e proprio custode della memoria degli eventi. Le suo foto trasmettono sensazioni, sentimenti”.
“Ho sempre scelto macchine Canon  perché danno alle immagini un effetto più naturale – aggiunge Padovani – e ci tengo a precisare che non ho mai utilizzato il fotoritocco”. Quando parla dei suoi strumenti fotografici gli brillano gli occhi e è facile capire che ne è gelosissimo e non li presterebbe mai a qualcuno.
Un ruolo determinante per lo sviluppo di questa passione l’hanno avuto gli amici Zancan, fotografi che hanno insegnato i segreti del mestiere, portando Enrico Padovani ad essere richiesto ad eventi locali ma anche a battesimi o matrimoni.
Nel corso del tempo non sono mancati neppure i concorsi, come quello organizzato da Cai e Avis che gli ha assicurato il primo posto per le categorie Luoghi del Varesotto, Mestieri di una volta e Giochi di bimbi.  Degne di nota poi le due mostre (una proprio sui punti più belli di Vedano) che hanno portato il pubblico ad apprezzare da vicino la sua bravura.
Enrico non ha dubbi però sulla foto che l’ha emozionato di più: “Si tratta di una veduta aerea di Vedano, scattata nel 2003 da un elicottero” dice.
Durante la lunga chiacchierata il fotografo ci tiene a ringraziare tutte le persone che l’hanno sempre aiutato e sostenuto, a partire dai genitori: il papà Celso, morto qualche anno fa e la mamma Lucia che ancora oggi lo incoraggia con tanto affetto. E ancora l’ex sindaco Andrea Larghi, la dottoressa Paola Baroffio, Giuseppe Ambrosini, Zuccoli Eligio e Fasetti Renato per averlo aiutato ad allestire la mostra fotografica, il professor Conterno (titolare dell’azienda Lati in cui Padovani lavora) che  18 anni fa, quando è stato assunto, l'ha incaricato di fare le foto durante i 
festeggiamenti natalizi.
La vita di Enrico non è fatta solo di foto e lavoro. “Mi piace molto andare in bicicletta – continua – e amo la musica. Ho una raccolta di oltre 200 cd, soprattutto di brani anni ’60 e di liscio”. 
Parlando il tempo vola ma al momento di congedarsi Enrico ci saluta con un grande insegnamento: “Quando una persona ci mette impegno riesce a realizzare tutto!”





Inform@Vedano - Informatore Comunare di Vedano Olona - per informazioni scrivere a info@informavedano.net